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500€ di Bonus per i neomaggiorenni: non tutto è perduto

Dietrofront di Bonisoli: dal 2020 il Bonus Cultura sarà strutturale.

Pare che, agli occhi dell’attuale governo Lega-5Stelle, che ha fatto del cambiamento la sua bandiera ed il suo slogan sin dai tempi della campagna elettorale, non sia proprio tutto da rifare. Anzi, sembra che ci sia l’intenzione di salvare alcuni provvedimenti e riforme del Governo Renzi. Tra i provvedimenti che passeranno al vaglio della commissione nei prossimi giorni c’è anche il Bonus Cultura, recentemente oggetto di non poche polemiche.

Proposto nel 2015 dal Governo Renzi, consiste nell’erogazione (digitale) di 500 euro da spendere in prodotti ed attività culturali. Adeguadamente pubblicizzato dal governo, si è rivelato essere uno dei suoi punti di forza. Nonostante la tendenza a rimaneggiare riforme e decreti già vigenti, si propendeva perciò a mantenerlo attivo. Qualcosa, però, ha impedito il corretto svolgimento delle pratiche legislative. Il governo Gentiloni, infatti, ne aveva stabilito il finanziamento senza regolamentare l’erogazione sotto il profilo giuridico. Ciò ha decretato la ferma presa di posizione del neo Ministro della Cultura e del Turismo, Alberto Bonisoli.

Il direttore della Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano si era detto fermamente contrario ad un eventuale rinnovo del Bonus per i nati del 2000. Bonisoli aveva già fatto parlare di sé a causa di dichiarazioni riguardo alla “non contemporaneità” di enti culturali quali la Fondazione Strega e Il Campiello. Il ministro giallo-blu ha dichiarato: «La questione fa tutt’ora discutere: esattamente com’era successo per il Bonus per i docenti finalizzato all’acquisto di materiale didattico, è nata una rete di smercio illegale del credito digitale. Alcuni esercizi commerciali, infatti, trattengono dai 200€ ai 300€ dal totale in cambio di denaro contante.»

Nonostante ciò, i dati rilevati da 18App riguardo agli acquisti effettuati tramite il Bonus sembrano rincuoranti: 65% del denaro speso per l’acquisto di libri ed ebook, 12% per cd e prodotti musicali, 10% per concerti ed il restante 13% per teatro, musei ed altre attività.

Sono stati proprio questi numeri a far cambiare idea al MiBAC, che ha deciso di revisionare gli atti e riproporre il Bonus per i nati nel 2000 e verosimilmente nel 2001. Non solo: in una seconda intervista, Bonisoli ha dichiarato che il progetto diventerà strutturale a partire dal 2020, al fine di venir esteso ad altre fasce d’età.

Finalmente una buona notizia. Tuttavia non è l’improvviso cambio di rotta ed il dietrofront del Ministro a spaventare, ma la forza di un’affermazione che sembra non tener conto delle fasce deboli della popolazione, considerando esclusivamente le famiglie benestanti ed economicamente stabili. Possibile che solo loro abbiano diritto a 500€ di letture, di film, di cultura, di svago?
Si auspica che il Movimento che ha definito il suo programma elettorale come “rivoluzione della normalità” restituisca alle impellenti problematiche economico-sociali del Paese l’attenzione che la Sinistra non è più riuscita a dare.