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A Natale puoi, fare quello che non puoi fare mai. O forse no

Di Diritti, Inclusione, Unione Europea. E Natale.

L’otto dicembre è passato da un pezzo e nessun cartonato birichino è ancora arrivato a saccheggiare tutte le decorazioni luccicanti: anche quest’anno la missione del Grinch di rubare il Natale a noi europei è stata sventata!

Il merito è dei conservatori italiani, incapaci di apprezzare la diversità e accogliere la differenza: a loro, fieramente patrioti e mai partigiani, il sommo ringraziamento. 

Per il Natale 2021 il mostro verde nato dalla penna di Dr. Seuss si era travestito da Commissione Europea, una maschera un tantino esagerata considerato che il personaggio è dedicato a bambini a partire dai 6 anni di età, e aveva trovato come mezzo per estirpare definitivamente quella maledetta festività una cosa che i bimbi non conoscono: le linee guida sul linguaggio inclusivo. 

Va riconosciuto che quello che sarebbe diventato l’omicida del Natale avrebbe potuto impegnarsi un tantino di più: una legge ordinaria, una costituzione, un colpo di Stato, una dittatura sistemica. Invece no. Si è limitato a fornire linee guida, prive di potere di legge, provviste del mero e unico compito di indirizzare ad accettare gli altri. 

Che poi non è questo il messaggio portato dal nato celebrato durante la ricorrenza del Santo Natale, che tanto stimano i conservatori impegnati in più di un matrimonio e che raccontano ai loro figli la bugia di Babbo Natale?

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Allora qui sorge il dubbio. Quale Natale voleva portarsi via l’indagato Grinch? Quello di un Babbo Natale rosso Coca-Cola che entra dal camino in case con alberi di Natale capovolti, come previsto dai trend di TikTok, a portare valanghe di pacchetti colorati con le più inutili cianfrusaglie o forse quello di un mito che narra di un bimbo nato in una mangiatoia sotto un cielo stellato che va professando l’uguaglianza ?

Nessuna alternativa è quella corretta. Analizzando bene l’accaduto, infatti, pare che l’omino verde travestito da Unione Europea sia scappato al copione per lui scritto dalla montagna dove la tormenta di neve è perenne, sia sceso tra la gente e abbia notato che qualcosa non va: nell’UE non siamo tutti cristiani e non celebriamo tutti la nascita di Gesù e forse la versione commerciale di questo periodo non merita lo stesso nome del primo descritto, che spesso si dimentica essere preceduto da una esse puntata.

Fossi io un conservatore sarei al settimo cielo, tutelare il mio Santo Natale e accettare gli altri culti secondo il principio del libero arbitrio: la combo perfetta. A quanto pare però, l’offerta del Black Friday quest’anno non ha generato sufficienti valori in cassa, sebbene gli Stati, in particolare quello italiano, siano laici.

Che sia come lo schwa? Un simbolo che dicono essere inutile e  che rovinerebbe la tradizione? Bisogna ricordare che quando Coca-Cola ha imposto Babbo Natale rosso in sostituzione a San Nicola verde ci siamo adattati alla perfezione. Sarà che i diritti valgono meno di qualche miliardo e delle campagne pubblicitarie? 

Mi auguro di no. 

Quindi, carissimo Babbo Natale, carissimo Gesù Bambino, carissimi genitori, carissima Unione Europea, carissimi politici, quest’anno per Natale vorrei solo un po’ di linguaggio inclusivo.