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Apple in “rosso”

La Mela in "rosso" sotto il periodo natalizio. Perché gli scaffali sono ancora pieni?

È un po’ come la storia del gatto che si morde la coda. La Apple, simbolo emblematico del consumismo mondiale, viene colpita dalla sua stessa strategia di vendita.

A poco più di un mese dall’uscita dei nuovi IPhone XR, Xs e Xs Mas, sembra che la coda degli appassionati (e fanatici) fuori dai negozi si stia inesorabilmente affievolendo. Eppure gli scaffali sono ancora pieni. Forse per gli acquirenti il gioco non vale più la candela. Forse i prezzi troppo elevati non corrispondono alla qualità del prodotto. O forse semplicemente non si sente più quella necessità di svuotare il portafoglio ogni anno per avere lo smartphone di ultima generazione.

Solamente qualche mese fa la società di Cupertino toccò quota 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Ora invece si assesta nell’ordine degli 838 miliardi di dollari. Ovviamente la parola “crisi” è ancora molto lontana, dato che rimane la società con il valore di mercato più alta nella borsa USA, seguita da Microsoft e Amazon.

Il brand americano tuttavia è già in cerca della soluzione. Riorganizzare il proprio team di esperti marketing per focalizzare tutti gli sforzi sulla promozione dei nuovi iPhone, allo scopo di aumentare le vendite, soprattutto sotto il periodo di Natale sarebbe l’attuale direzione. Non a caso negli Stati Uniti e in Giappone l’iPhone XR, esordito nei negozi poco più di un mese fa, adesso è già venduto a prezzo di saldo. La decisione di scontare l’ultima creazione della Mela, unito ai piani per il taglio della produzione, è un segno dello scarso entusiasmo nei confronti di questo modello. Secondo alcuni analisti ha infatti meno funzionalità dei due altri nuovi modelli di Apple (Xs e Xs Mas) e costa più di dispositivi ancora popolari come l’iPhone 8.

La stessa homepage del sito www.apple.com mostra in primo piano una serie di offerte di permuta dedicati ad Phone XR (449$ se il cliente porta in permuta un iPhone 7 Plus). Sembrerebbe inoltre che al personale dei negozi Apple si sia raccomandato di spingere il cliente alla sostituzione dei vecchi modelli con quelli nuovi.

Un ulteriore conferma che la società stia cercando in tutti i modi di affrontare il problema delle vendite a rilento degli iPhone sono state le notifiche push: ricevute per lo più dagli utenti iscritti all’Upgrade Program, che permette di pagare una cifra mensile e di cambiare annualmente iPhone, queste notifiche inviate tramite Apple Store consigliano di scegliere tramite l’Upgrade Program un nuovo iPhone XR o iPhone XS. Una modalità inedita da parte del colosso di Cupertino di promuovere i nuovi smartphone.

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Le ripercussioni non sarebbero comunque solamente a livello di vendite dirette di smartphone come iPhone XR. La crisi si riflette anche sul titolo in borsa. Le azioni di Apple hanno infatti visto un ribasso considerevole negli ultimi mesi. Il 7 dicembre il loro valore di acquisto era di 168$, -30% rispetto ai primi di ottobre (233$).

“Ciò che ha portato Apple al successo (un portafoglio concentrato di prodotti altamente desiderabili e costosi), si sta scontrando con la dura realtà: la saturazione del mercato” sostengono gli analisti di HSBSC. La saturazione del mercato è d’altronde uno dei possibili scenari che si apre se si sceglie una produzione di massa: produrre troppi pezzi e venderne troppi pochi. La saturazione del mercato degli smartphone è ormai una realtà concreta. L’aumento dei prezzi da parte di Apple e Samsung e la crescente difficoltà nello stimolare l’interesse dei consumatori con nuove funzioni sono solo alcuni dei segnali che dimostrano una diffusa sensazione. Il mercato dei telefoni non ha più la spinta di un tempo.

È infatti un settore estremamente competitivo. Distinguere fra un marchio e l’altro diventa sempre più difficile e quasi tutti i dispositivi più noti (iPhone incluso) si assomigliano e si equivalgono quanto a potenza, stabilità, qualità dello schermo, risoluzione delle foto. Inoltre la maggior parte degli smartphone di fascia medio-alta durano di più. Si allunga così la durata media dei cicli di aggiornamento. In questa situazione pesa anche il mercato dei ricondizionati. Questo, negli Stati Uniti come nel resto del mondo, inclusa l’Italia, sta sostituendo parte dei nuovi acquisti di iPhone e iPad grazie a valide e convenienti offerte.

Alcuni finanzieri hanno fatto notare al gruppo guidato da Tim Cook tre strategie possibili per superare questo momento di “crisi”. Una prevede “un’espansione geografica”. L’esempio è Apple Pay. Il servizio sta crescendo rapidamente, ma potrebbe funzionare ancora meglio se si riuscisse a diffonderlo. Un’altra tattica sta nell’aggiungere nuovi servizi e applicazioni in aree come la realtà aumentata.

L’ultima strategia si fonda sulla “pura innovazione“, come nella guida autonoma. Secondo gli esperti infatti la Apple dovrebbe focalizzare le proprie risorse su tecnologie diverse dagli smartphone. Questi, come abbiamo già sottolineato, costituiscono un mercato saturo. L’Apple Watch, per esempio, ha un immenso potenziale di sviluppo. Avere un dispositivo al polso poco ingombrante e sempre connesso è un vantaggio enorme rispetto ai telefoni che diventano sempre più “maxi”.

Sicuramente il fan del melafonino sarà più che felice di vedere i prezzi scendere, soprattutto durante il periodo di Natale.
Bisognerà aspettare e vedere se la strategia applicata dalla società di Cupertino funzionerà. Solo allora si saprà se la Apple uscirà indenne da questo periodo (in) “rosso”.