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Di inquinamento si muore, è ora della Rivoluzione

L'inquinamento si sta trasformando in un problema sempre più serio per il pianeta Terra: come si può agire?

I dati dell’ultimo report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro: ogni anno 7 milioni di persone muoiono a causa dell’inquinamento ambientale e, in tutto il globo, 9 persone su 10 respirano un’aria inquinata.

Le stime si basano sui dati di circa 4000 città in cento Paesi, relativi al 2016.

Come al solito, come affermato dal Direttore Generale dell’Oms, sono le persone più povere a pagarne le conseguenze maggiori, magari sviluppando malattie letali come quelle cardiache.

“È inaccettabile che più di 3 miliardi di persone nel mondo, la maggior parte donne e bambini, stiano ancora respirando fumi tossici ogni giorno prodotti dall’uso di stufe a casa. Se non agiamo subito non raggiungeremo mai l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile”.

E allora che fare? Come può rispondere il mondo ed in particolare l’Italia?

La risposta sembra essere sotto gli occhi di tutti: passare alle energie rinnovabili ed alla mobilità sostenibile.

Sembra facile a dirsi, ma è un po’ più complicato nel momento in cui si passa dalla teoria alla pratica (almeno per l’Italia).

Di fatti, ad esempio, mentre in Norvegia un’auto su tre è a zero emissioni, solo lo 0,01 % delle nostre vetture è elettrica. Lo stesso problema si può riscontrare per le colonne di ricarica delle autovetture: a Roma ce ne sono circa 100 a fronte di circa 3 milioni di abitanti.

Un’obiezione plausibile, data dal senso comune, ci potrebbe far arrivare alla conclusione che il problema si dato dalla cultura, ovvero che i Paesi del Nord Europa abbiano un’altra mentalità ed un altro modo di vivere rispetto all’Italia.

Questo, pur essendo vero, non spiega in maniera esaustiva il divario tra il nostro Paese e quelli nordici.

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Cosa ci manca quindi?

Analizzando i dati e confrontando, per esempio, Oslo o Copenaghen con Roma notiamo che quello che manca sono le infrastrutture.

Come affermato dal CEO di Urban Designer nella puntata di Report “La bicicletta ci salverà” l’obiettivo del futuro è quello di “Copenaghenizzare”, ovvero rendere Bike Friendly, l’intera Europa per poi, si spera, raggiungere l’intero mondo.

L’unico modo per farlo è creare delle infrastrutture adeguate, sottraendo spazio, se necessario, anche alle automobili e facendo in modo che la bici diventi il mezzo più conveniente, veloce ed efficiente per spostarsi in città. Solo cosi si avrà, gradualmente, un cambio di mentalità.

“Non esiste l’uovo o la gallina, esiste solo l’infrastruttura”

Ma l’Italia per il momento come sta agendo?

Da una parte però, l’Italia si sta muovendo. Secondo i calcoli dell’Energy e Strategy Group del Politecnico di Milano, gli investimenti sull’energie pulite nel Bel Paese sono aumentati del 48% in 4 anni arrivando a formare un business di circa 30 miliardi e nel 2015 l’investimento totale su impianti eolici è stato di 670 milioni di euro.

È arrivata l’ora della Rivoluzione.

L’obiettivo della rivoluzione di Copenaghen è quello di raggiungere il 75% di mobilità sostenibile entro il 2025.

Questo porta innumerevoli vantaggi, primo fra tutti quello di stare meglio ed ammalarsi di meno. Si hanno infatti meno rischi di cancro, malattie di cuore e si chiedono meno giorni di malattia.

È quindi arrivato il momento di sollecitare i nostri politici affinchè prendano delle misure adeguate per far diventare l’Italia un Paese moderno. Non c’è più tempo.

Come detto da Mikeal Colville-Adersen:

“Le persone che dicono non è possibile sono parte del problema, anzi sono il problema”