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DID: Un disturbo cinematografico

Il disturbo dissociativo di identità è una patologia, che spesso viene estremizzata per affascinare gli spettatori.

Il DID (disturbo dissociativo di identità) viene spesso considerato particolarmente inquietante dalla società. A tutto ciò contribuiscono le opere letterarie e cinematografiche che rappresentano i soggetti affetti da questo disturbo come dei mostri, capaci di ogni cosa.

Il più recente esempio che mi viene in mente è quello di Split, dove Kevin, il protagonista, ha 24 diverse personalità completamente differenti tra di loro. Esse sono assoggettate ad una sola di esse, particolarmente violenta e cattiva. Ma ciò non gioca a favore della realtà, poiché molte persone affette da questa patologia sono completamente innocue. In realtà non è vero che il DID si manifesti esplicitamente.

IL DID: COSA RAPPRESENTA NELLA REALTÀ?

Il disturbo dissociativo di identità è una seria patologia psichica, che potrebbe rappresentare il risultato di esperienze di violenza cronica ed estrema subita dall’individuo nell’infanzia. La principale caratteristica è l’interruzione di identità, che vede la presenza nella persona di due o più personalità diverse, ognuna con propri elementi caratteriali e fisici. In secondo luogo, questa patologia è caratterizzata da amnesie. Infatti, i pazienti mostrano difficoltà nel ricordare eventi del passato, ma anche del presente.

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IL RUOLO DEL CINEMA

L’immagine del disturbo fornita dalla cinematografia è decisamente esagerata, poiché più il ritratto della persona è estremo, più cattura l’attenzione degli spettatori. Ad esempio, nel cinema e nella letteratura, i cambiamenti di personalità vengono rappresentati con frequenti cambi di abito e comportamenti esasperati. La realtà invece ci mostra che solo il 6% dei pazienti DID ha continuamente dimostrazioni evidenti. Il tipico paziente mostra spesso una miscela complessa di sintomi dissociativi, costituita da disturbo post-traumatico da stress, depressione, ansia, abuso di sostanze, sintomi somatoformi e disordini alimentari. Inoltre è falso che all’interno di un solo corpo coesistano diverse personalità; in realtà i pazienti non hanno neanche un’identità completa, ma frammenti di una personalità, diversi stati del sé non collegati tra loro. Tuttavia nel loro insieme, le identità alternative costituiscono la personalità della persona affetta da DID. Inoltre il DID non va confuso con schizofrenia, bipolarismo o altre patologie, che sono profondamente diverse tra loro.

Pertanto, è importante conoscere questo tipo di patologie per non credere alle estremizzazioni cinematografiche, che potrebbero danneggiare tutte le persone che soffrono a causa di disturbi psichici.