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E il conto? Ci pensano i follower!

Apre a Milano il primo ristorante in cui il sushi te lo offre la tua popolarità su Instagram

Milano. Cena al sushi. Otto piatti. È ora del conto: Alessandro Borghese a questo punto se ne uscirebbe con la fatidica frase “Ristoratori, quanto abbiamo speso?”, conclusione di ogni pasto del suo programma televisivo 4 Ristoranti. Ebbene, la risposta è: 50 mila follower. Il nuovo millennio, infatti, ha deciso di aprirsi a nuovi metodi di pagamento e quindi, oltre alla moneta, diventa merce di scambio anche la popolarità sui social network.

I primi a cimentarsi in questo business sono stati gli Inglesi che hanno tentato di pubblicizzare il marchio di surgelati Birds Eye tramite un pop-up restaurant, ossia un locale caratterizzato da una location particolare (un negozio, la cima di un grattacielo, una stazione ferroviaria abbandonata…) e da una vita limitata. The Picture House offriva ai suoi avventori un pasto di due portate totalmente gratuito a patto che essi le immortalassero e le condividessero su Instagram con l’hashtag #BirdsEyeInspirations. Una ricerca condotta in parallelo dalla stessa azienda ha mostrato, inoltre, che il 52% degli Inglesi ha l’abitudine di fotografare abitualmente i propri pasti e che il 39% dispone artisticamente il cibo sul piatto proprio a tale scopo.

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I fratelli Tommaso e Matteo Pittarello hanno deciso di importare questa idea nel nostro paese e di renderla permanente, a differenza della temporaneità adottata dalla soluzione inglese. Nasce dunque il This is not a sushi bar di via Lazzaro Papi 6 a Milano, solo uno dei sei locali aperti da questa catena nata nel 2007, il primo ristorante in cui la cena si paga a colpi di hashtag e popolarità. A partire dal 15 ottobre gli avventori potranno ricevere in omaggio alcune portate o addirittura la cena intera, in base al numero dei loro seguaci su Instagram. Se si possiedono da 1000 a 5mila follower si riceve un piatto gratis, da 5mila a 10mila due, da 10 mila a 50mila quattro, da 50mila a 100mila otto e infine tutto il pasto se si superano i 100mila. In cambio del sushi omaggio basterà pubblicare una foto scattata nel locale con il tag @thisisnotasushibar e l’hashtag #thisisnotasushibar. Da questa offerta sono esclusi soltanto una decina di piatti presenti tra le scelte del menù e le bevande.

La popolarità sui social, quindi, non è più soltanto questione di foto che attirano like. Si è fatta moneta, moneta che non si limita a comprare ammirazione e interesse, ma anche oggetti materiali. La porta d’ingresso del locale ne è l’esempio. Riporta, infatti, al posto delle tradizioni scritte “si accettano ticket” o “si accettano cani” quella ben più pittoresca “si accettano follower”. E che la caccia ai seguaci abbia inizio! In premio un gustoso sushi.