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Perché votare il centro sinistra? – Elezioni 2018

Dal fisco alla sicurezza, dall'Europa all'immigrazione: ecco i punti salienti del programma del centro sinistra

“Sono tutti uguali”, quante volte sentiamo questa frase risuonare tra l’opinione pubblica nei confronti della politica? La domanda, purtroppo, è puramente retorica. Tuttavia, a soli pochi giorni dalle elezioni politiche è doveroso sfatare questo luogo comune, oramai radicato tra le persone. L’unico modo per riuscire nell’impresa è quello di analizzare i programmi, confrontarli e mettere sulla bilancia i pro e i contro, per votare in modo consapevole.
Analizzeremo ora, per ciascuna tematica sociale, i punti salienti del programma del Centro sinistra (composto dalle liste del PD, +Europa, Civica popolare e Insieme).

EUROPA
Ciò che unisce è più forte di ciò che divide” è la frase che Konrad Adenauer, Robert Shuman e Alcide De Gasperi amavano ripetere. Da questa dirompente considerazione è iniziata la sconfitta ai nazionalismi sfrenati e si è aperta la via dell’europeismo. Per il centro sinistra “Europa” significa
Stati Uniti d’Europa, cioè la nascita di una federazione unica che agisca nell’interesse di tutti i Paesi membri e dotata di un proprio esercito garante della sicurezza pubblica. La creazione della federazione, inoltre, favorirebbe il commercio internazionale e l’export italiano. La pars dolens di questa proposta riguarda il problema della sovranità, che affligge l’Unione Europea sin dalla sua nascita: gli stati aderenti, infatti, sono sempre stati restii a concedere parti della propria sovranità nazionale. Gli Stati Uniti d’Europa non possono non essere sovrani: la loro capacità d’azione, il loro significato e il loro impatto nel mondo dipendono dalla creazione di una sovranità europea. La partecipazione a questa nuova organizzazione è possibile solo se uno Stato membro decide di trasferire il pieno potere di esercitare la sovranità alla federazione; perché questo trasferimento sia legittimo e definitivo sarebbe auspicabile che la popolazione si pronunciasse direttamente tramite referendum, tuttavia il nostro ordinamento non ammette il referendum consultivo e quindi questo passaggio non è attuabile.
Si parla, inoltre, di Europa sociale, cioè lo sviluppo di un servizio sociale europeo, di strumenti di protezione sociale e il finanziamento di sussidi contro la disoccupazione.

LAVORO
Il lavoro, come stabilisce la nostra Costituzione, è il fondamento della Repubblica; esso è allo stesso tempo un diritto e un dovere. A questo proposito, il centro sinistra si prefigge l’obiettivo di: introdurre un salario minimo di 7 euro all’ora per combattere l’opportunismo dei lavoretti sottopagati e dei contratti pirata; aumentare gli incentivi per i contratti a tempo indeterminato; portare il tasso di disoccupazione sotto il 9%; estendere il bonus degli 80 euro alle famiglie con figli, alle partite Iva e ai lavori indipendenti sotto un certo reddito.
A differenza di altre forze politiche, il programma del centro sinistra è volto a migliorare la qualità del lavoro e non a garantire assistenzialismo, per questo motivo non prevede l’introduzione del reddito di cittadinanza che, se da un lato sembrerebbe essere un grande aiuto per i disoccupati, dall’altro rappresenta un disincentivo per i lavoratori.

FISCO
Pagare tutti, pagare meno”, questo è il motto del centro sinistra. E’ netta l’opposizione all’ipotetica “Flat Tax”: proporre un sistema di tassazione unitario, infatti, è contrario ai principi costituzionali, che hanno come obiettivo l’eliminazione delle disuguaglianze sostanziali. In risposta a questa a questa proposta il centro sinistra promette di: continuare la lotta all’evasione fiscale attraverso l’incrocio delle banche dati; ridurre l’ IRI (imposta sul reddito imprenditoriale) e l’IRES (imposta sul reddito delle società) al 22%; imporre una tassazione per le aziende online paritaria a quelle offline.

IMMIGRAZIONE
Chiudere le frontiere o continuare ad accogliere? Questa è essenzialmente la domanda che da anni divide il nostro Paese e differenzia le forze politiche. In questo il centro sinistra si mostra moderato e propone: abolizione dell’accordo di Dublino che attribuisce la gestione dei migranti ai soli paesi d’approdo; un’equa distribuzione dei migranti tra i diversi paesi d’Europa; investimenti in Africa, grazie al progetto “Migration compact”, che prevede lo sviluppo di una politica volta a migliorare le condizioni di vita dei Paesi africani (con la costruzione di infrastrutture) e il graduale inserimento di questi Paesi nei mercati finanziari internazionali.
Ius soli o ius culturae? Riguardo quest’ultimo tema, la posizione del centro sinistra non è chiara. All’interno dello schieramento, infatti, alcuni si dichiarano favorevoli allo ius soli, cioè all’acquisto diretto della cittadinanza per coloro che nascono in Italia; al contrario altri sono favorevoli allo ius culturae, cioè l’acquisto della cittadinanza a seguito di un percorso formativo. Questo secondo approccio è il giusto compromesso tra lo ius sanguinis e lo ius soli, perché garantisce la cittadinanza a tutti coloro che dimostrino almeno in minima parte di conoscere e di essere integrati nella cultura italiana (per esempio aver frequentato 5 anni di percorso formativo).

SICUREZZA E CULTURA
Il nostro futuro sarà bellissimo se non lo lasciamo nelle mani dei professionisti della paura.” Sono queste le parole di uno dei leader del centro sinistra, parole che esortano l’opinione pubblica a non lasciarsi schiacciare dal peso della paura e da coloro che strumentalizzano questo sentimento per fini politici. Il centro sinistra decide di rimanere sulla “linea della civiltà”, a questo proposito è necessario investire in sicurezza attraverso: assunzione di diecimila forze dell’ordine tra carabinieri, poliziotti, finanzieri, vigili del fuoco; introduzione di 50mila nuove videocamere per la sorveglianza su tutto il territorio nazionale; contrasto al terrorismo internazionale con cooperazione tra forze di polizia, condivisione dati e informazioni, qualificata attività di prevenzione, a partire dal contrasto ai fenomeni di marginalità sociale; certezza della pena.
Ma il cuore del programma politico del centrosinistra è investire in cultura perché, soprattutto in un mondo “abbruttito” come quello di oggi, si può vivere di cultura. Gli obiettivi prefissati dal partito sono:
l’apertura di teatri, luoghi ricreativi e culturali soprattutto nelle periferie del sud d’Italia; l’investimento sulle scuole e sui giovani, continuando la politica dell’alternanza scuola lavoro.

Questo programma sembra offrire proposte concrete ad un’Italia che ha bisogno di prospettive nuove e aperte verso un’Europa solidale.

 

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