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Emergenza? Emergenza.

Fallisce la mozione

Il 5 giugno il Senato ha discusso provvedimenti in materia di ambiente. Abbiamo le ore contate. E sarebbe saggio prenderne atto. Alcune ricerche affermano che entro il 2050 le condizioni climatiche renderanno difficile la sopravvivenza. Eppure non è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Cosa è successo?

Solo il Regno Unito ha già riconosciuto questa priorità con un atto del Parlamento. Nemmeno la spinta dei movimenti nati sull’onda dell’esempio di Greta ha portato il Senato italiano a riconoscere un dato di fatto. Alla fine, delle mozioni che erano state presentate inizialmente, molte sono state respinte. Tuttavia è passata la numero 135. Il governo è vincolato a ridurre progressivamente l’uso di energia proveniente da combustibili fossili. Si prende l’impegno di sensibilizzare e incoraggiare i cittadini a impegnarsi quotidianamente per diminuire il proprio impatto sull’ambiente e sopratutto si auspica di poter incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Purtroppo non vi sono dei veri e propri passi, con date e parametri da rispettare. A conti fatti, si tratta di una dichiarazione di buone intenzioni. Il senatore Brianzelli della Lega ha perfino definito la pressione dei cittadini a mettere in campo delle soluzioni ragionate come “ondata emotiva”.

Le reazioni
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Infatti il provvedimento, nella forma in cui è stato approvato, è stato ed è aspramente criticato da chi vuole una presa di coscienza collettiva. Non bastano gli auspici se ne va della nostra vita e del nostro futuro. In questo caso, procrastinare vuol dire condannare. Alcuni però, come Emma Bonino, sostengono che la proclamazione dello stato di emergenza, come nel caso di un imminente conflitto bellico, avrebbe delle gravi ripercussioni dal punto di vista dell’assetto nazionale e che il tema dell’ambiente può essere oggetto di una discussione proficua al di là di questo passaggio istituzionale.

Lo stato di emergenza nazionale in questo caso simboleggia un grido di allarme nei confronti del mondo. Su questa terra un gruppo di persone coraggiose e consapevoli deve spartire la scena con un presidente degli Stati Uniti che sostiene che il riscaldamento globale sia fasullo e che intende investire sull’impiego del carbone come combustibile. Purtroppo queste parole hanno un peso rilevante nello scacchiere internazionale. L’interesse economico prevale sul riconoscere un pericolo.

Serve una definizione

Le istituzioni sono lo specchio del paese che rappresentano. Per questo è importante, fondamentale che, in qualunque forma, con qualunque iniziativa, venga dato il forte segnale di aver recepito il messaggio e di aver messo in moto un meccanismo efficace per fronteggiare quella che è, in qualunque modo la si voglia chiamare, un’emergenza mondiale.