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Come il COVID-19 ha aumentato la disparità di genere spiegato facilmente

Donne e madri lavoratrici: le categorie più a rischio disoccupazione durante la pandemia

Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) ha mostrato una correlazione tra la disparità di genere e la crisi del COVID-19 in un recente rapporto. La pandemia sembra aver esacerbato le disuguaglianze già esistenti sotto il profilo economico, lavorativo, sociale, sanitario e politico per donne e ragazze.

 

Un esempio: le lavoratrici madri in USA

Le lavoratrici americane sono tra i soggetti più danneggiati dalla pandemia in corso. In uno studio, pubblicato su SOCIUS ed effettuato su coppie di lavoratori eterosessuali durante la quarantena, è stato dimostrato che le donne con figli piccoli sono quelle più a rischio di perdere il lavoro. Il tasso di disoccupazione femminile, infatti, si attestava al 2% a febbraio e ha toccato il 13.6% ad aprile. Per gli uomini senza figli, invece, è passato dal 2.2% al 9.5%.

Ma non è tutto. Si è verificata una maggiore riduzione delle ore di lavoro delle madri in smart working rispetto ai padri. Il tasso di disoccupazione, inoltre, è comparativamente più alto, come da figura:

Circa 250.000 madri statunitensi hanno perso il lavoro e non ne hanno cercato un altro. Il fenomeno in questione si chiama shecession – una fusione tra “she” e “secession” -.

Secondo lo studio, da un lato la forza lavoro femminile statunitense è concentrata in certe attività, come i servizi, caratterizzate da rapporti faccia a faccia. Dall’altro lato, la chiusura di asili e scuole ha fatto sì che più donne che uomini si prendessero cura dei figli e della loro educazione.

 

Risultati simili nel Regno Unito

La ricerca dell’Institute of Labor Economics ha analizzato invece le disparità di genere in Regno Unito nei tre mesi di quarantena, confermando quanto detto. Le donne hanno maggiori probabilità di perdere il lavoro a causa della pandemia e di svolgere più lavori a rischio contagio da COVID-19 rispetto agli uomini. Tra febbraio e giugno 2020, inoltre, le donne inglesi hanno subìto una diminuzione delle ore di lavoro, destinando più tempo ai lavori domestici e all’assistenza ai figli.

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C’è poi una questione di salute mentale, che sembra aver subìto un peggioramento nelle donne. A metà giugno è stato rilevato un aumento di disturbi d’ansia generalizzati, depressione (maggiore del 22% rispetto agli uomini) e attacchi d’ansia (più frequenti dell’81%).

Le donne mostrano più preoccupazione in termini di prendere e trasmettere il virus (12% e 8% in più rispetto agli uomini). Va notato che le donne presentano rischi di salute più elevati avendo condizioni di lavoro solitamente peggiori rispetto agli uomini ed essendo concentrate in settori colpiti in modo sproporzionato dalla crisi.

Molte donne inglesi sono poi convinte che per la fine del 2020 verrà istituito un nuovo lockdown nel Regno Unito e che la disoccupazione femminile crescerà al 15% entro giugno 2021. Nonostante questo pessimismo, è stato notato che tendono a fare più donazioni al banco alimentare (30%) degli uomini.

 

Conseguenze per i mesi futuri

Per Blundell e altri autori, l’impatto della crisi in corso sulle disparità potrebbe portare conseguenze di lungo termine. L’European Institute for Gender Equality (EIGE) ha una pagina apposita dedicata allo studio delle correlazioni tra COVID-19 e disuguaglianze di genere. Ad esempio, nella figura vengono mostrate le percentuali di donne e uomini che lavorano nel settore sanitario:

Fonte: EIGE

In particolare rappresentano il 95% di addetti alle pulizie domestiche e aiutanti, il 93% dei lavoratori per la cura dei bambini e l’assistenza degli insegnanti, l’86% degli operatori sanitari.

Risulta chiaro, come detto, che la problematica già esistente del lavoro domestico non pagato e della cura ai figli si sia particolarmente inasprito. Un problema che le madri single sentono molto bene: con il lockdown gli asili nido erano chiusi ma si lavorava a distanza. E le donne rappresentano l’85% dei genitori single in Europa, delle quali il 48% è a rischio povertà ed esclusione sociale.

Quali saranno le conseguenze sulle disparità di genere, dunque, se dovesse scattare un nuovo lockdown in Europa? Le politiche governative saranno adatte a gestire l’impatto già notevole del COVID-19 sulle donne?