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Il nuovo Risorgimento in tempo di pandemia

La rinascita dell'umanità

Un uomo, in una mattina estiva, mi disse: “Quand’è che le persone capiranno che il mondo non è fatto per essere percorso di corsa, senza curarsi di nient’altro se non di sé stessi, ma per essere vissuto con calma? Quando capiranno che sarebbe tutto più bello se si potesse vivere con più tranquillità, fermandoci quando ne sentiamo il bisogno, senza dover per forza rincorrere il tempo? Basta veramente poco per godersi la vita”. Era una persona come un’altra, che faceva l’insegnante di tennis in un campo isolato nella campagna fiorentina.

Ora io vorrei andare da lui per dirgli che forse il momento che desiderava tanto è finalmente arrivato, non perché le persone abbiano capito che si può vivere anche senza correre dappertutto, ma perché sono state forzate ad avere tanto tempo per loro stessi da poter dedicare a ciò che vogliono. Infatti, per la prima volta nella vita di molti, abbiamo così tanto tempo libero, a causa di un virus letale e silenzioso, che siamo quasi costretti ad occuparci di cose di cui solitamente sentivamo la voglia di fare, ma non avevamo le ore necessarie.

La quarantena ordinata dal governo causa CoVid-19 infatti ci permette ciò: possiamo dedicarci a passioni, libri, film, giardino, famiglia, fidanzata, animali domestici, pittura. Finalmente gli italiani (e piano piano tutto il mondo) si stanno accorgendo che l’avere tutto questo tempo a disposizione non è solo sinonimo di noia, ma vuol dire anche poter donare un po’ di loro stessi ad altro. Pensate ai giovani che, spinti sì dal tedio ma anche dalla voglia di aiutare, si sono messi a disposizione per fare la spesa a chi non può per motivi di salute o per portare a passeggio il cane di qualcun altro (anche portare il proprio è comunque un atto di benevolenza). Pensate a tutti quegli italiani che per alleviare la pena della quarantena si sono messi a fare musica dai balconi. Pensate anche alle aziende, italiane e non, che con un’umanità rara per loro si sono messe ad offrire gratuitamente i propri servizi.

Si è creato un legame più forte tra persone di diverso tipo, uniti dallo stesso problema da alleviare. Guardate la bellezza che si è creata nella difficoltà: i forti aiutano i deboli, i giovani sostengono gli anziani, c’è musica per le strade che sembra venire dal cielo, il mondo esprime solidarietà, vera, verso chi soffre.

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In più tutti hanno, finalmente, cominciato a rendere la giusta gratitudine ai medici, i veri eroi di tutta la nostra epoca (i quali, in cuor loro, sanno che il sacrificio non sarà invano, perché sanno che sempre più bambini, vedendo ciò che fanno questi supereroi, vorranno essere così).

In tutta la sciagura di questi mesi io voglio vedere la ritrovata bellezza dell’umanità, il nuovo Risorgimento Italiano, come l’ha chiamato qualcuno, e sperare che tutti i sentimenti rinati in questo tempo di difficoltà non vadano persi, portati via dal vento della normalità, ma che rimangano come la base del mondo post CoVid-19.

Immaginate un mondo unito in questa emotività, teso verso un obiettivo comune.

Dove potremmo arrivare.