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La ragazzina che sta cambiando il mondo

Greta Thunberg e il suo intervento sul clima

Greta Thunberg

Chi è Greta Thunberg? È una ragazzina svedese, di soli 15 anni, che sta riuscendo a smuovere le coscienze un po’ in tutto il mondo. È lei che, intervenendo alla scorsa conferenza sul clima, ha fatto cadere la maschera ai leader presenti, e forse, ad un’intera generazione che sulla questione del cambiamento climatico non ha fatto abbastanza.

La battaglia di Greta

Le sue azioni iniziano dal concreto e dalla sua quotidianità quando decide, improvvisamente, di non andare a scuola in segno di protesta contro un mondo politico che sta solamente a guardare mentre il nostro pianeta si consuma.

Ed è cosi che, la sua passione, la sua tenacia e il suo combattere per un ideale più grande le hanno permesso di creare una protesta, alquanto silenziosa in realtà dal punto di vista mediatico, ma ormai diffusa in tutto il mondo.

La mobilitazione internazionale

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Di fatti molti cittadini in varie parti del globo si stanno riunendo ogni venerdì seguendo l’esempio di Greta e usando l’hashtag #Fridaysforfuture.

Anche l’Italia sta facendo la sua parte, in città come Milano, Torino, Roma, Pisa e Genova.

Si passa poi per Bruxelles, dove lo scorso venerdì si sono trovate 3.500 persone, Helsinki, Berlino, Sydney, New York, Boston e Zurigo. Oltre queste, molte altre città sono coinvolte e sarebbe troppo lungo elencare tutte.

Altri casi noti: Severn Cullis-Suzuki

Greta Thunberg però, non è la prima giovane ragazza a tenere un discorso e una protesta contro l’indifferenza dei politici verso il cambiamento climatico. Già nel 1992 Severn Cullis-Suzuki, una ragazza canadese di soli dodici anni e figlia del famoso ambientalista David Suzuki, parlò alle Nazioni Unite. Il suo speech è meglio noto su internet con il titolo di “La ragazzina che zittì il mondo per 6 minuti” e in esso, parlando a nome della Environmental Children Organization (ovvero un gruppo ambientalista composto da ragazzi tra i dodici e i tredici anni) denunciava il tossico stile di vita del suo paese, ma soprattutto, i mancati provvedimenti dell’Onu.

Forse queste sono le dimostrazioni che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza. Insomma siamo tutti invitati questo venerdì a scendere in piazza, in qualunque parte del mondo viviamo.