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La shoah dei nostri giorni

La Shoah è il simbolo di un ‘900 doloroso, disumano e che non deve essere ripetuto. Il ‘900 è stato il secolo in cui l’essere umano ha raggiunto l’apice della crudeltà e 75 anni dopo l’apertura dei cancelli di Auschwitz, l’indagine gestita da Eurispes ha raccolto il risultato scioccante: il 15,6% degli italiani crede che la Shoah non sia mai esistita.

Oltre a questo dato sconcertante, il 37,2% sostiene che gli episodi attuali di antisemitismo siano semplicemente bravate da ragazzini e non un campanello che suona forte e chiaro alla porta del razzismo.

Il giorno della memoria è il giorno simbolo dell’olocausto ma la memoria storica non si deve confinare soltanto a rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali quel 27 gennaio, tutti i giorni l’olocausto può tornare perché non è nato con la deportazione ma con gli insulti, con le violenze verso un’etnia, con la creazione di un bersaglio da colpire, un capro espiatorio colpevole del malessere della società.

Gli episodi di antisemitismo ma anche di razzismo verso minoranze etniche devono essere condannati, non sono una scaramuccia, un piccolo disordine pubblico, sono un gravissimo reato che non può essere sottovalutato perché se si lascia correre si perde la credibilità, si giustificano i criminali.

Monumento commemorativo dello Shoah a Berlino

Il ruolo dei professori di insegnare la storia e di istruire è fondamentale, grazie a loro gli studenti diventano dei cittadini attivi, dei portatori di memoria che potranno condividere con le generazioni future le storie di partigiani, di deportati, degli esecutori e dei comandanti ma è necessario costruire una memoria collettiva per non cadere di nuovo nello stesso errore.

Il 27 gennaio l’associazione Treno della Memoria ha portato 4000 studenti liceali al Palaruffini per incontrare Oleg Mandic: l’ultimo bambino uscito da Auschwitz che ha dedicato la sua vita alla testimonianza e al confronto con le nuove generazioni.

Ma perché ricordare quello che è successo quasi un secolo fa? Perché è importante non dimenticare cos’è stato l’olocausto? Perché ogni anno associazioni come il Treno della Memoria, si impegnano per portare migliaia di ragazzi nei luoghi in cui le persone perdevano un’identità?

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Perché tanti come Primo Levi quando sono tornati non raccontavano per paura di non essere creduti, perché oggi c’è qualcuno che si permette di dire che la Shoah non è mai esistita, perché il negazionismo esiste e si rafforza sempre di più, trova i suoi seguaci tra chi non ha avuto la possibilità di conoscere. Bertold Brecht recita proprio ai ragazzi fortunati, che dell’olocausto hanno solo sentito parlare, con il compito fondamentale di scongiurare ogni piccola forma di razzismo:

«E voi, imparate che occorre vedere

e non guardare in aria; occorre agire

e non parlare. Questo mostro stava

una volta per governare il mondo!

I popoli lo spensero ma ora non

cantiam vittoria troppo presto

il grembo da cui nacque è ancora fecondo.»