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L’italiano medio

Personaggio un po’ bizzarro che sa rendersi facilmente odioso. La sua caratteristica principale? Credersi più furbo degli altri.

Chi è l’italiano medio?

L’italiano medio è una sorta di antieroe romantico, una figura sublime e miticizzata, intrinseca alla nostra società. È uno stereotipo che vive tra noi, riconoscerlo nei comportamenti degli altri è facilissimo, ma riconoscersi in esso è come guardarsi allo specchio con gli occhi chiusi.

La definizione dell’italiano medio di solito non gode infatti di un’accezione positiva. Emerge spesso nei discorsi come antitesi di un comportamento virtuoso che invece chi si paragona ad esso pensa di assumere. “Eh sì, l’italiano medio è quello che non è capace a mettersi in fila e cerca di passare davanti a tutti, io invece…”. E ancora: “Ma sì, ma perché l’italiano medio è quello che si fa sempre tirare da questa propaganda! Tu pensi che il livello di intelligenza da italiano medio gli permetta di capire queste cose?”

La legge del più furbo.

L’italiano medio è infatti un personaggio un po’ bizzarro, che sa rendersi facilmente odioso. La sua caratteristica principale? Credersi più furbo degli altri. Superare a destra in autostrada, fare incetta di alcol, carta igienica, pasta, farina, lievito, svuotando interi reparti di supermercato come se stesse per scoppiare la Guerra del Golfo nel bel Paese, aggirare la legge e fare gli aperitivi alle 5 del mattino visto l’obbligo di chiusura alle 18, indossare la mascherina sotto al naso come scalda mento. Questo è l’italiano medio?

Questo è forse il peggio dell’italiano medio. Questo è l’apice di una mentalità menefreghista dove vince la legge del più furbo. Perché all’estero lo sanno meglio di noi e ci mettono pochissimo a riconoscerci: l’italiano medio è quello che si crede più furbo degli altri. Quello che cerca tutti i sotterfugi possibili ed immaginabili per poter fare ciò che gli pare, anche quando la legge ed il buon senso suggerirebbero di fare il contrario.

L’esempio migliore per identificare l’italiano medio è infatti proprio questo: il peso eccessivo, oltre i limiti consentiti, delle valigie all’aeroporto.

Limite: 10 kg. Peso della valigia dell’italiano medio: 11.5 kg. Cosa si fa? Si paga la sovrattassa perché quelle sono le condizioni della compagnia aerea, oppure si indossa il chilo e mezzo di vestiti e souvenir in eccesso stratificando maglie, magliette, giacche e maglioni uno sopra l’altro che nemmeno il Gabibbo, con le tasche piene di calamite e gingilli comprati nei mercatini turistici per fare dei regali da attaccare al frigo di mamma, nonna, nuora, suocera, zio, prozio e cugino di sesto grado?

La risposta è chiara: l’italiano medio il chilo e mezzo in più non lo paga. Piuttosto lo indossa rendendosi ridicolo e mettendosi ad aprire e svuotare le valigie nel bel mezzo di un aeroporto. Ma lui il chilo e mezzo in più non lo paga.

Perché? Primo, perché è tirchio. Secondo, perché prova piacere e una certa soddisfazione personale nel riuscire a fare in modo creativo ed autonomo ciò che la legge o le regole non gli permetterebbero di fare. Terzo, perché non ritiene sia giusto pagare una sovrattassa solamente per un chilo e mezzo di peso in eccesso.

Raggirare per sopravvivere, per essere liberi di fare ciò che si vuole.

Per questo l’italiano medio è un antieroe. Non è un Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri. L’italiano medio ruba a tutti per dare a sé stesso. È un gran furbacchione, che trova del vanto nel fare del nero e poi si lamenta quando i sussidi statali vengono dati in base a quante tasse sono state pagate nel 2019. Che si lamenta della “dittatura sanitaria” affermando che “è solo un’influenza”, poi però meno male che i Ferragnez hanno creato una raccolta fondi per raddoppiare i posti in terapia intensiva al San Raffaele per garantire un letto anche all’italiano medio.

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Italiano medio non si nasce, si diventa.

Non penso che però nessuno nasca italiano medio. È l’italiano medio a nascere in noi, come frutto delle tendenze e delle incoerenze del nostro sistema sociale e politico. Lo Stato, il governo in particolare, è ciò che dà l’esempio, ed i governatori, dall’alto, nell’arco degli ultimi trent’anni, non hanno fornito un esempio necessariamente positivo agli italiani. Tendenzialmente, non si sono ricoperti di gloria e non hanno mantenuto comportamenti ed atteggiamenti per così dire virtuosi. Bunga bunga, per citarne una.

“Governo ladro”.

Quante volte si è sentita quest’espressione. “Non sono politici, sono dei ladroni”. E se ai vertici si gode di questa fama, se la maggior parte delle cariche all’interno della nostra Repubblica viene vista sotto questa luce, cosa mai potremmo aspettarci dall’italiano medio?

Ma questa non è una buona scusa per giustificare i comportamenti poco virtuosi dell’italiano medio. Se chi ha più potere ed influenza di me fa male, ciò non vuol dire che io debba fare peggio. Tuttavia, se chi è al di sopra di me fa male, contribuendo ad un sistema e ad una burocrazia che sotto certi aspetti complicano la vita, non rispettandoli in primis e cercando talvolta strade alternative, allora potrei sentirmi spinto e giustificato ad agire di conseguenza, tramite sotterfugi.

Forse l’italiano medio proprio per questo fa fatica ad attenersi alle regole: perché le trova ingiuste, sconsiderate e senza senso.

La radice del problema è alle radici.

Perché una mentalità non nasce in superficie. Sono le fondamenta dell’intero sistema che le permettono di radicarsi anche nei più piccoli e banali atteggiamenti.

Come per l’esempio della valigia in aeroporto. Se l’italiano medio avesse più buon senso e senso civico, forse allora pagherebbe la sovrattassa, rendendosi conto di essere lui in errore per aver portato un peso maggiore a quello per cui ha pagato il biglietto aereo. Si renderebbe conto che non è la compagnia aerea ad essere l’antagonista della situazione, per avergli imposto un limite di peso a cui lui stesso aveva aderito ad attenersi, tramite l’acquisto del biglietto per un solo bagaglio a mano. Se l’italiano medio avesse voluto portare 11.5 kg, allora avrebbe dovuto pagare in partenza un biglietto diverso. Senza fare il furbo. Senza cercare di pagare meno di chi paga il bagaglio extra per portare più peso.

La diffidenza come stile di vita.

Forse l’italiano medio proprio per questo fa fatica ad attenersi alle regole: perché le trova ingiuste, sconsiderate e senza senso.

Perché pagare addirittura un biglietto per un bagaglio in più se si vuole aggiungere solo 1.5 kg al bagaglio da 10 kg? Tutto ciò potrebbe non aver senso per l’italiano medio. Tanto più pagare la sovrattassa per un solo chilo e mezzo. Quindi meglio indossare tutto, creando una corazza di stoffa e stratificandosi a cipolla, facendo aumentare la temperatura di +15 gradi, mentre sullo schermo compare il gate del volo direzione Fuerteventura.

«Basta poco, per esser furbi. Basta poco, basta pensare che son tutti deficienti.» Vasco Rossi, Basta Poco, 2008.