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L’unica #10yearschallenge di cui devi preoccuparti è quella della Terra

“Non c’è un pianeta”. Il 15 marzo 2019 si terrà la marcia globale per i cambiamenti climatici con Fridays For Future

Sciopero a Roma del 1 Febbraio 2019
Fridays for Future, Italy

Venerdì 15 marzo non prendete impegni: Fridays For Future Italy organizza uno sciopero globale contro i cambiamenti climatici.  “Siamo studenti, universitari, figli, genitori, nonni, cittadini e persone: siamo tutti ugualmente preoccupati per i cambiamenti climatici causati dall’attività umana. La nostra stessa pressione sul pianeta sta mettendo a serio repentaglio il nostro futuro e la sopravvivenza di tutte le specie presenti sulla terra, compresa quella umana.”, si legge sul sito.

Lo sciopero globale per il clima si terrà dalle 9 alle 13, orario italiano. Se nella tua città non è presente una manifestazione per quel giorno, puoi organizzarla tu.

 

Da dove nasce l’idea

Greta Thunberg

Nel manifesto di Fridays For Future Italy si invita non qualsiasi studente ma ognuno di noi, abitante di un pianeta che ha bisogno di essere rispettato, a scendere in piazza. L’ispirazione nasce da Greta Thunberg, sedicenne attivista che invitata a parlare alla COP24 dichiara: “Chiunque tu sia, ovunque tu sia, abbiamo bisogno di te”. Ogni venerdì, a partire dal mese di agosto 2018, la Thunberg scioperava davanti al Parlamento svedese per misure adatte a contrastare il problema ambientale.

Da qui l’intento di Fridays For Future di manifestare, appunto, ogni venerdì. In molte le città italiane che partecipano alla protesta con iniziative indipendenti e locali. L’obiettivo è quello di una “mobilitazione dal basso” che desti la coscienza dei leader politici. Ciascun individuo può fare la differenza.

Per rimanere aggiornato sulla manifestazione del 15 marzo, basta seguire gli hashtag #FridaysForFuture e #ClimateStrike, e collegarsi alle divisioni locali di Fridays For Future (ad esempio per Torino o Roma.

Ma solo la politica ha in mano le sorti dell’ambiente? Ancora una volta, ognuno di noi può fare qualcosa nel suo piccolo. E no, non intendo coltivare il proprio orto personale. In questo, molti di noi sono già bravi.

 

I “dieci comandamenti ambientali”

Pirelli riassume in una sorta di dieci comandamenti ambientali cosa dovremmo fare per ridurre il nostro impatto sul pianeta. Forse molti già sanno che dovrebbero sostituire oggetti in plastica con sostituti più durevoli, come le buste in stoffa, le posate in metallo e così via. Sono importanti anche il riciclo, la raccolta differenziata, la riduzione degli sprechi energetici. L’accento però va posto sugli acquisti intelligenti.

Inquinamento ambientale

Una volta si diceva “volere è potere”. Qui bisogna pensare: “comprare è potere”.

Se si acquista un alimento biologico a km 0, da un’impresa socialmente responsabile, di fatto si sta finanziando quell’impresa. Stiamo trasmettendo un messaggio del tipo “continua così”. Lo stesso succede quando si ordina un hamburger di carne di animali allevati in batteria e riempiti di antibiotici. Oppure un dispositivo creato da operai sottopagati in qualche fabbrica che viola ogni diritto umano. È un incentivo a seguire quella logica del guadagnare a spese di tutto, anche di noi stessi.

 

“Non sarebbe male avere un po’ del caro, vecchio riscaldamento globale proprio ora”

Rifiuti vicino delle pale eoliche
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Chi non conosce la celebre affermazione del Presidente Trump verso l’ondata di gelo negli Stati Uniti di questi ultimi mesi? Ci sembrava una possibilità remota, qualcosa che magari dovranno affrontare i posteri. Dai, che cambia se butto ‘sta carta del McDonalds per terra? Non sono mica l’unico, sai quanta gente lo fa? Tanto c’è tempo fino al 2050, no?

Un po’ come il Sole, che mentre parliamo vive la crisi di mezza età.

Qual è la situazione attuale? Dal New York Times si legge che se le emissioni di gas serra continuano all’attuale intensità, entro il 2040 l’atmosfera si riscalderà di 1.5°C. Può sembrare poco, ma questo ulteriore aumento di temperatura porterà gli oceani a ricoprire le coste e far crescere siccità e povertà.

I danni all’ambiente viaggiano a un ritmo più rapido di quello che anni fa si ipotizzava. Ci sarebbe poi un incremento delle tasse e dei prezzi per le emissioni di diossido di carbonio, enorme ostacolo sia per gli Stati Uniti che per la Cina, i Paesi che ne emettono di più al mondo.

Per il report 2018 delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, l’inquinamento di gas serra dev’essere ridotto del 45% dei valori del 2010 entro il 2030 e del 100% per il 2050. Viene poi detto che non potrà esserci nessun rimedio ai problemi climatici se non si abbandona del tutto il carbone. Affermazione messa in discussione da Katie Warrick, chief executive dell’Associazione Mondiale per il Carbone (World Coal Association) che sottolinea l’importanza di questa fonte energetica.

Il New York Times mette inoltre a disposizione uno strumento per capire quanto la propria città si sia “surriscaldata” rispetto all’anno della nostra nascita: basta inserire anno e luogo.

 

Misure per il 2020 e il 2030

Inquinamento atmosferico

Dalla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP24 di dicembre 2018 emerge il quadro degli obiettivi a breve e lungo termine. Le differenze stanno nelle percentuali di risparmi e quote divisibili in tre blocchi: energie rinnovabili (consumi finali lordi di energia, consumi finali lordi nei trasporti, per riscaldamento e raffreddamento), efficienza energetica (riduzione dei consumi di energia primaria, risparmi di consumi finali tramite regimi obbligatori da seguire), emissioni di gas serra (riduzione del 40% per il 2030 nei settori ETS e non ETS e riduzione complessiva rispetto ai livelli del 1990).

È fondamentale quindi il tema dell’energia. I documenti da prendere a riferimento sono: l’Accordo di Parigi, la Strategia energetica nazionale (SEN), il Pacchetto UE Clima-energia 2030 e il futuro Piano nazionale clima ed energia (PNCE) che dovrà stilare l’Italia come previsto dall’Europa. A questo si unisce la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile scritta dal Ministero dell’ambiente (SNSvS), cosiddetto “collegato ambientale”.

Nel SEN gli obiettivi che emergono sono quelli già visti: de-carbonizzazione (che si auspica per il 2025), riduzione di emissioni gas serra, riduzione del prezzo dell’energia elettrica e gas naturale. Il tutto accompagnato da una collaborazione fra Stati membri, come ad esempio per la circolazione di conoscenze e capitali.

La SNSvS, con politiche divise per 5 ambiti (Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership), promuove l’economia circolare, vista come strada per evitare la perdita della biodiversità e gli sprechi.

Interessante è il rapporto annuale dell’Agenzia Nazionale Efficienza Energetica (ENEA). È previsto un Piano di Riqualificazione Energetica nella Pubblica Amministrazione, nel privato e per famiglie, la promozione della sostenibilità a partire dagli appalti, industrie e molto altro. Si analizzano poi le barriere all’efficienza energetica che possono essere un problema soprattutto per le f

Sciopero a Roma il 1 Febbraio 2019

amiglie a basso reddito.

Vengono promossi gli NZEB (edifici ad energia quasi zero, nell’ambito di un parco edilizio de-carbonizzato) con incentivi fiscali per chi riqualifica e ristruttura elementi del patrimonio edilizio italiano.

Il settore della sostenibilità energetica mette in luce nuove (o consolidate) posizioni lavorative: informatici esperti in domotica, economisti ambientali, meccatronici “green”, esperti di marketing ambientale e così via.