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Non è vero che la Nazionale non andrà ai Mondiali

Le azzurre hanno sconfitto il Portogallo e dopo vent'anni la Nazionale femminile italiana andrà ai Mondiali. Tuttavia sono in pochi a parlarne, e in molti si stanno chiedendo il perché.

Venerdì 8 giugno 2018, la Nazionale italiana si qualifica ai Mondiali. Cosa? Ma quest’anno l’Italia non ha fallito la qualificazione ai mondiali di Russia? In effetti nessuna delle affermazioni precedenti è errata. La Nazionale di calcio maschile infatti non andrà ai mondiali, ma quella femminile si.

Italia 3 – Portogallo 0

Ieri sera alle 20.45 si è disputata la partita che ha permesso alle azzurre di qualificarsi per i Mondiali che si terranno in Francia, dal 7 giugno al 7 luglio 2019.

La squadra allenata da Milena Bertolini, dopo ben sei vittorie consecutive, era prima del suo girone. Venerdì ha giocato contro il Portogallo, squadra che aveva già battuto 2-1 all’andata, e dopo un netto 3-0 le azzurre si sono aggiudicate l’ingresso ai Mondiali.

La partita si è tenuta all’Artemio Franchi di Firenze. Dopo quattro minuti, Cristina Girelli, 28 anni, centrocampista del Brescia, segna il primo goal di testa. Il raddoppio arriva solo pochi minuti dopo, grazie a Cecilia Salvai, 24 anni, difensora della Juventus. Il punteggio si congela sul 2 a 0 fino agli ultimi minuti di gioco, con un Italia che non cede il pallone ad un Portogallo rassegnato, ormai sicuro di non qualificarsi. A venti minuti dalla fine, il tentativo dell’attaccante della Juventus, Barbara Bonansea, 26 anni, finisce in traversa. Al 91’ ci riprova e va in rete. La partita si chiude sul 3-0 per le azzurre.

Erano vent’anni che la Nazionale femminile non si qualificava per un Mondiale. Nella storia del calcio femminile italiano, le azzurre hanno partecipato solo a due Mondiali, l’ultimo quello dei ‘99.

Ma voi lo sapevate?

Questo grande successo delle ragazze della Nazionale ha tuttavia messo in luce quanto poco spazio venga dato agli sport femminili. La partita è stata trasmessa solo su Rai Sport, non sui canali principali Rai. Prima della vittoria contro il Portogallo i tg nazionali non avevano speso nessuna parola sull’argomento. Chissà se lo faranno oggi.

Chi ieri ha seguito la partita della Nazionale, ne era venuto a conoscenza o perché sintonizzato sui canali sportivi, oppure tramite i social. Numerosi utenti hanno così lamentato la mancanza di parità, nello spazio che viene concesso agli sport femminili, in confronto a quelli maschili.

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Qualche giorno fa le atlete della Nazionale di ginnastica ritmica si sono riconfermate Campionesse Europee nei «5 cerchi». Lo sapevate? La notizia è stata trattata solo dai giornali e tg sportivi, e anche in questo caso la televisione nazionale non ha speso nessun servizio al riguardo.

Tuttavia penso che la questione non coinvolga solamente gli sport femminili, ma bensì tutti gli sport che calcio maschile non sono.

In Italia non c’è solo il calcio maschile

Nel 2018 la Nazionale maschile di pallavolo parteciperà ai mondiali in Bulgaria dal 9 al 30 settembre. Pochi giorni fa la Nazionale di ginnastica ritmica ha vinto il titolo Europeo ai «5 cerchi». La Nazionale femminile di calcio si è qualificata ai mondiali del 2019. Le azzurre della pallavolo si stanno preparando per i mondiali. All’European Open e l’European Cup Junior gli atleti Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali hanno vinto ben cinque medaglie d’oro.

Insomma, non voglio stare ad elencare tutti i successi internazionali degli azzurri, ma ciò dimostra che in Italia non esiste solo il calcio, e nemmeno solo il calcio maschile. Affermo però, con triste ironia, che in Italia ciò che esiste è il calciomercato, che sappiamo tutti essere un grosso business, e dove c’è business non ci sono scrupoli.

Gli interessi degli italiani sono cambiati?

La gente spesso si lamenta che in tv non c’è quasi mai niente d’interessante da vedere. Sempre le stesse serie tv, i film già visti e rivisti, che iniziano e finiscono troppo tardi, le partite di calcio “importanti”, e i tg che danno spazio alle tristi notizie di omicidi famigliari e a ciò che viene considerato “rilevante”.

Mi rendo conto che il lavoro dei giornalisti non sia un lavoro semplice. Scegliere a che notizie dare più importanza nella marea di news ed informazioni che ogni giorno scuotono il mondo ed il web non è facile. Ma nel momento in cui sui social e su internet viene richiesto più spazio per altri sport al di fuori del calcio maschile e per altri programmi, forse allora è il momento di prendere atto che gli interessi degli italiani sono cambiati.

Se attirare l’audience e fare views è nell’interesse di chi si occupa di informazione, è arrivato il momento di ascoltare i telespettatori (se non vogliono essere persi), a meno che i soldi che girano nel business del calcio maschile valgano molto di più di tutti i telespettatori insoddisfatti che decidono di cambiare canale, o di spegnere la tv.

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