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Non lasciate morire lo Stato in mano alla Mafia

Fronteggiare correttamente la pandemia per indebolire la criminalità organizzata.

Una faccenda che sta passando in sordina in questi giorni è quella del radicamento della Mafia sui territori. È la tragedia perenne che si va ad aggiungere alle già due evidenti crisi, sanitaria ed economica, che sono, al contrario, discusse su tutti i media. Due articoli internazionali sono stati una doccia fredda per l’Italia.

Il caso dei titoli dei giornali esteri.

Die Welt, testata conservatrice tedesca, il 5 Aprile titolava: “Die Pandemie ist der ideale Nährboden für die Mafia” (La pandemia è terreno fertile ideale per la Mafia). L’articolo, che parte da una considerazione di Saviano, ha suscitato l’indignazione del governo e delle opposizioni che non si sono lasciate sfuggire l’occasione per specularci sopra.

The Guardian però, alcuni giorni dopo, titola in un altro articolo: “Mafia distributes food to Italy’s struggling residents” (La mafia distribuisce cibo ai residenti italiani in difficoltà). Questo articolo, probabilmente perché le notizie del giorno erano l’accordo dell’Eurogruppo e il MES, non ha subito le medesi.e critiche. Il contenuto dei due articoli si discosta però veramente di poco. In entrambi i giornalisti snocciolano questioni riguardanti i rapporti “amichevoli” con i residenti delle famiglie mafiose in questo periodo di crisi.

Ciò che fa indignare è sbagliato.

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Tralasciando il fatto che spesso anche testate italiane non si siano risparmiate a titolazioni, per così dire, cliché, il motivo dell’indignazione non dovrebbero essere gli articoli o i titoli in sé, ma il loro contenuto. E con questo non si intende che quanto esposto sia sbagliato. Il punto della questione è proprio che ciò che viene descritto all’interno dei due articoli è la realtà di molte aree del nostro paese in cui la Mafia riesce ad avere la meglio sullo Stato. I cittadini sentono così distanti le istituzioni democratiche statali che si affidano alle organizzazioni mafiose per fronteggiare le penurie derivate dalla crisi. Perché questo non indigna? Non ci si può fermare alla lettura del titolo senza poi entrare nel merito della questione.

Sembra si sia venuta a creare una situazione paradossale per cui l’inchiesta e l’analisi della realtà negativa di un nostro territorio provochi più scalpore del problema stesso.

Il nemico da battere.

La lotta alla Mafia e alla criminalità organizzata è spesso stata al centro dell’attenzione nel nostro paese anche grazie alle grandi indagini, agli eroi che hanno speso la loro vita e pagato un caro prezzo per combatterla, ma sembra che il dibattito politico moderno se ne sia dimenticato. Nei vari programmi tv, interviste, articoli, l’attenzione sembra essersi sempre più spostata su altri temi reputati più importanti e la lotta alla criminalità organizzata pare essere passata di moda. Questo non dovrebbe succedere e questa crisi ha riportato a galla la questione. È naturale che venga da chiedersi come sia possibile che si sia lasciato morire lo Stato in quei luoghi dove oggi la Mafia si offre come alternativa ed è considerata addirittura un porto sicuro in cui approdare.

La lotta alla Mafia non può terminare, lo Stato non può morire, i cittadini italiani devono esigere che la questione rimanga sempre al centro del dibattito politico ed in cima all’agenda di governo, di qualsiasi colore politico esso sia. La crisi del Covid-19 non può decretare la vittoria della Mafia. Lo Stato deve categoricamente dimostrarsi all’altezza della sfida, proteggere i suoi cittadini. Così facendo, non solo si curerà dalla pandemia, ma eviterà l’espandersi di un’altra malattia, forse peggiore.