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Ricordi del 2 giugno

Perché la nonna sta morendo, e perché era felice

“Mamma, perché la nonna era così felice oggi?”.

“Oggi per lei è una bella giornata: le vengono in mente tanti bei ricordi”.

“Ma cos’è successo?”.

“Il 2 giugno di tanti anni fa ha votato per la prima volta”.

“Davvero? Ma perché prima non voleva votare? Era arrabbiata con i politici?”.

“No, prima non poteva votare. Lei avrebbe voluto”.

“Perché non poteva?”.

“Perché le donne non avevano diritto di voto. Si diceva che fossero influenzate dai padri, dai mariti e dai preti. E poi, in quegli anni, non aveva senso votare. C’era un solo partito, e se non votavi ciò che voleva andavi in prigione”.

“Davvero? E poi cos’è cambiato?”.

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“Durante la guerra le persone hanno iniziato a ribellarsi, e mentre loro si ribellavano la monarchia fuggiva, per scappare dai tedeschi. Quindi, quando è finita la guerra, le persone hanno deciso di non votare più per il re, ma scegliere una repubblica. La nonna è felice perché il 2 giugno le tornano in mente tutte le speranze che aveva da ragazza, tutta la voglia di vivere. Vedeva solo cose belle nel suo futuro: libertà, democrazia, lavoro, diritti, uguaglianza”.

“E tu perché oggi eri così triste, mamma?”.

“Perché la nonna ci sta lasciando”.

“Non è vero, la nonna ci sarà sempre: le voglio tanto bene!”.

“Mi dispiace dirtelo, piccolo mio. La nonna sta morendo”.

“Ma all’improvviso?”.

“No, la stanno facendo ammalare, sempre di più, poco per volta”.

“Ma chi è così cattivo da farlo?”.

“Le persone che gridano, che non ragionano. Sono sempre di più. La stanno uccidendo quelli che cacciano via gli immigrati perché ci rubano il lavoro, e sperano di chiudersi dentro il proprio Paese, odiando lo straniero e lasciando gli altri senza aiuto. La stanno uccidendo quelli che si professano cattolici, ma se un hotel del loro paese decide di ospitare i negri, vanno a manifestare là davanti. La stanno uccidendo quelli che credono di poter uccidere una persona perché ha violato la legge, quelli che credono nella giustizia privata, o, peggio, nell’auto da fé. Quelli che sul web riversano il loro odio, quelli che votano tifando, quelli che non seguono valori come la correttezza e il rispetto. Quelli che vogliono un capo, un capo forte, o magari rimpiangono quello che già ci aveva rovinati. Quelli che non si fidano di chi ha studiato, e dubitano dei vaccini, delle leggi, delle sentenze, degli economisti, della storia e della scienza in generale. E, i più cattivi di tutti, sono quelli che uccidono la nonna restando zitti, indifferenti”.

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