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Ritmo e musicalità della Divina Commedia

Come leggere in profondità il testo dantesco

“Si può godere veramente il cielo solo dopo il Purgatorio”, Friedrich Nietzsche in Frammenti postumi, 1869-1889.

Purgatorio

La città di Vercelli procede con la triade di incontri dedicati al settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta. Il secondo appuntamento della rassegna Lo dolce piano che da Vercelli a Marcabò dichina. Dante, musica e narrazioni prevede la scoperta della seconda cantica della Divina Commedia attraverso le musiche di Luca Solerio, organista e direttore del coro polifonico Santa Cecilia di Galliate, e Mirko Volpi, professore di linguistica italiana presso l’Università di Pavia.

L’appuntamento dedicato al Purgatorio dantesco avrà luogo lunedì 29 novembre alle ore 18.00 presso la Chiesa di San Lorenzo sita in Corso Libertà 205 e ancora una volta arricchita dalle installazioni site-specific realizzate dall’artista Antonio Toma.

 

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La “musica” di Dante

Come è noto, il ritmo poetico è incredibilmente presente nella Divina Commedia, anche se non concerne ad alcun vocabolo una singolare e particolare musicalità che risulta, al contrario, in attenuazione tra le tre cantiche. Non bisogna, infatti, dimenticare che l’analisi ritmica dei componimenti letterari differisce dalla mera musicalità degli stessi dato che spesso viene ignorato il significato etimologico “movimento misurato a cadenza” proprio del termine ritmo.

Il ritmo del componimento poetico non deriva dalla metrica, presente nella terzina dantesca con una rima incatenata di endecasillabi e da cui si può assumere trascenda. La stessa congettura vale per la struttura dei versi, dove i periodi delle strofe spesso sono costruiti con la tecnica dell’enjambement. In egual maniera la scelta di utilizzo di allitterazioni, anafore, anastrofi, coblas capfinidas, figure etimologiche, paronomasie, la preferenza dell’asindeto al polisindeto o viceversa, la scelta tra ipotassi e paratassi e via dicendo, ha un’influenza che però non può essere decretata pienamente responsabile del ritmo della Commedia

Il ritmo equivale all’arte stessa del poeta, solo in modo parziale caratterizzata dalla scelta delle figure retoriche, non misurabile con schemi percettibili, ma comprensibile dalla lettura delle canticheEcco perché il Maestro Luca Solerio e il Professore Mirko Volpi rappresentano la coppia perfetta per presentare il Purgatorio dantesco: essi sono rispettivamente parte del giusto equilibrio costituito tra ritmo dell’opera generato dalla lettura e tra musicalità propria del componimento determinata da scelte stilistiche.