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Siamo solo “Persone Normali”

La storia di Connell e Marianne in un'Irlanda contemporanea

Persone Normali (Normal People) è stato uno dei casi letterari e televisivi più interessanti degli ultimi due anni. Nato dalla penna della scrittrice irlandese Sally Rooney, classe 1991 e già autrice nel 2017 di Parlarne tra amici (Conversations with Friends), il romanzo che ha per protagonisti i giovani Connell e Marianne è stato pubblicato nel 2018 e nel 2020 ne è stata tratta un’acclamata serie tv.

Di per sé l’incipit della trama potrebbe far pensare all’ennesimo romanzo young adult: la vicenda prende avvio nella contea irlandese di Sligo, sulla costa nord occidentale del Paese, dove i protagonisti frequentano l’ultimo anno di scuola superiore. Connell Waldron, figlio di una ragazza madre, gode di una certa popolarità essendo un atleta e studente dotato, caratterizzato però da una spiccata timidezza che gli impedisce di prendere posizione su qualsiasi argomento. Marianne Sheridan, al contrario, proviene da una famiglia abbiente, ma non è ben vista a scuola a causa del suo carattere scostante che la rende quotidianamente vittima di offese da parte dei compagni.

Connell, la cui madre lavora come domestica presso gli Sheridan, è una delle poche persone gentili con Marianne, dato che neppure in famiglia la ragazza trovo conforto e comprensione. Tra i due nasce una forte attrazione fisica e mentale che sfocia in una relazione che, però, Connell vuole tenere segreta temendo il giudizio degli amici. Sul finire della scuola il loro rapporto si rompe quando il ragazzo decide di non uscire allo scoperto con Marianne preferendo andare al ballo di fine anno con un’altra ragazza.

I due perdono i contatti fino a quando non si rincontrano per caso a Dublino, dove entrambi hanno iniziato a frequentare il Trinity College, Connell per la laurea in letteratura inglese e Marianne per quella in scienze politiche. I ruoli cambiano e si invertono: il giovane per la prima volta fatica a integrarsi nell’ambiente universitario, mentre Marianne trova la propria identità una volta lontana dall’oppressione di Sligo.

Seguendo l’avvicendarsi di esperienze e relazioni personali, che porteranno i due a riavvicinarsi e ad allontanarsi più di una volta senza, però, mai perdersi del tutto, Sally Rooney restituisce un’immagine genuina e senza filtri del mondo giovanile contemporaneo, non scadendo nel banale o in quella scrittura vuota e superficiale che spesso caratterizza questo genere di narrazioni.

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Anzi, la forza del romanzo sta proprio in questo: raccontare davvero la storia di due “persone normali”, una storia forse semplice e a tratti prevedibile, ma nella quale trovare una qualche forma di conforto e riscontro proprio grazie al realismo e alla veridicità che la contraddistinguono. L’amore tra Connell e Marianne è sì il punto di avvio delle vicende e il fulcro attorno al quale si sviluppano la maggior parte di esse, ma non lo scopo ultimo, l’obiettivo verso cui far tendere tutta la tensione narrativa.

Prima c’è altro e molto di più: sciogliere quei nodi interiori che ci portano a commettere sempre gli stessi errori, superare quei blocchi che ci fanno ripetere ogni volta gli stessi schemi. Per Connell questo si manifesta inizialmente nella sua difficoltà ad esporsi con gli amici, così come nella sua reticenza a mostrare a Marianne affetto in pubblico e un’evidente incapacità di comunicare con lei, aspetto questo che lo porterà durante gli anni universitari a chiudersi ancora di più in sé stesso.

Marianne in questo è molto diversa: le sue difficoltà emotive originano da un contesto familiare violento, prima a causa del padre defunto nei confronti della madre, e nel presente per colpa del fratello. Fatta eccezione per Connell, questo unico modello di relazione affettiva e sentimentale la spinge a sua volta verso legami malati e abusivi.

Il rapporto tra i due giovani non ha la pretesa di essere una favola moderna idilliaca e irrealistica, ma essa diventa il mezzo che permette loro di comprendere e superare quei meccanismi che inconsapevolmente mettono in atto nel rapportarsi con l’esterno. Per questo motivo alla fine delle vicende troviamo Connell e Marianne non tanto cambiati, quanto piuttosto più consapevoli di loro stessi e delle relazioni che intraprendono.

Tra il romanzo, pubblicato in Gran Bretagna da Faber and Faber e tradotto in Italia da Einaudi, e la serie televisiva, prodotta da BBC Three e Hulu, lo scarto narrativo è stato davvero minimo anche grazie al coinvolgimento dell’autrice nella stesura della sceneggiatura. Secondo la critica, anzi, è stato uno dei rari casi in cui l’adattamento ha superato l’originale: i protagonisti, interpretati dai giovani attori Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones, emergono con tutta la loro forza emotiva, mentre musiche e fotografia esaltano la delicatezza delle scene senza mai sovrastarle.

Alla fine, di questo si tratta: una storia normale, fatta di persone normali, raccontata con una rara schiettezza e sincerità.