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Stupinigi, gli Eugenio e un Grande Raduno pazzesco

Il Raduno nazionale in Via di Gioia è stato un progetto ambizioso (ma riuscito) e significativo; l’occasione perfetta per perdersi altrove, a un passo dalla città.

Eugenio, Emanuele, Lorenzo e Paolo sono stati i protagonisti del Raduno in Via di Gioia del 6 luglio. Raduno che ha chiamato a raccolta bambini, giovani e adulti da tutta Italia. Il concerto è stato organizzato nei giardini della Palazzina di Caccia di Stupinigi, la spettacolare residenza sabauda situata appena fuori Torino, in occasione dello Stupinigi Sonic Park.

I quattro giovani hanno creato il gruppo Eugenio in Via Di Gioia sei anni fa, iniziando a suonare per le strade di Torino. In primavera hanno pubblicato il loro terzo disco “Natura viva”. Quest’estate hanno raggiunto 3 milioni di streams su Spotify con i loro due singoli “Altrove e “Chiodo fisso”. Il Raduno in Via di Gioia ha riportato i ragazzi a Torino dopo due anni di scrittura e tour in tutto lo stivale. Tour che proseguirà anche durante l’estate.

La giornata del 6 luglio ha unito arte, musica, letteratura, giochi, sport e sudore fin dalle prime ore del pomeriggio. Gli Eugenio in Via Di Gioia hanno passato il pomeriggio con i loro fan tra tornei di ping-pong, basket, workshop di capoeira, giocoleria e laboratori per i più piccini (i bambini fino ai 10 anni entravano gratis). Ovviamente non si sono lasciati sfuggire l’occasione per fare quattro chiacchiere, due risate e infinite foto con i loro ammiratori.

Per mantenere vivo il sentimento ecologico e ambientalista, espresso in brani come “La punta dell’iceberg” e “Lettera al prossimo”, il raduno è stato un evento green. L’organizzazione ha proibito l’utilizzo di plastica monouso, invitando i partecipanti a comprare un bicchiere resistente e riutilizzabile durante la serata e fornendo acqua naturale gratuitamente. La discussione “Vita, morte e miracoli di una prugna a 99 centesimi”, tenuta da Andrea Vico, Michele Mellano, Giorgio Brizio e Roberto Mercadini ha analizzato il tema del cibo e degli sprechi alimentari prendendo spunto dalla canzone “Pam”.

Prima del concerto sono andati in scena sul pratone i vincitori del Buskercase, che hanno accompagnato i primi balli e momenti di euforia, mentre Emit e la sua chitarra hanno aperto il concerto sul mainstage.

Finalmente gli Eugenio in Via Di Gioia sono saliti sul palco, verso le 21:30, e non l’hanno abbandonato fino a mezzanotte passata. Diversi pezzi sono stati accompagnati dal tris di fiati Senza Fiato e dal coro Giovani Cantori di Torino. Roberto Mercadini ha descritto scherzosamente la bellezza della mela, le tecniche di coltivazione e le migliaia di varietà esistenti. Guido Catalano si è ritagliato uno spazio per leggere “A Torino non si scherza un cazzo”, una poesia d’amore che di amore non parla. Frank Matano si è ritrovato sul palco senza un motivo apparente e ha preso il posto di Emanuele, sfoggiando le proprie abilità da pianista. Willie Peyote ha cantato “Selezione naturale” con il gruppo e ha duettato un suo pezzo, “Le chiavi in borsa” con Eugenio.

A mezzanotte e un minuto, cacciati dal palcoscenico per ragioni legali, gli Eugenio hanno concluso il concerto con “Giovanni il re fasullo d’Inghilterra” senza amplificatori e in mezzo alla folla.

Uno spettacolo incredibile, durato molto più del previsto – splendido regalo per i fan. Continui scambi di battute, intermezzi, risate e persino corse coi cavalli. Spinti dalle braccia dei fan, infatti, i 4 membri della band hanno gareggiato reggendo sulla pancia delle sagome rappresentanti cavalli. In sostanza, hanno fatto sì che uno stage diving diventasse un ippodromo. Geniale.

Il Raduno nazionale in Via di Gioia è stato un progetto ambizioso (ma riuscito) e significativo; l’occasione perfetta per perdersi altrove, a un passo dalla città.