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Un esperimento sociale: 24 ore senza l’altro sesso

Abbiamo chiesto si lettori e alle lettrici di Officina di rispondere a un “semplice” quesito

L’esperimento

Alcune settimane fa, sul nostro profilo Instagram, abbiamo chiesto ai ragazzi e alle ragazze che ci seguono di rispondere a una domanda apparentemente molto semplice: cosa faresti se per un giorno intero i/le ragazzi/e non esistessero? Un sondaggio a cui hanno partecipato i nostri follower e che è la base di una riflessione più ampia e profonda che vorremmo portare alla luce con questo articolo.

Questo format di domanda è già stato proposto da diverse pagine e magazine e così noi ne abbiamo creato uno simile che può essere considerato un vero e proprio esperimento sociale, data la natura personale e sociologica della domanda.

Le risposte che abbiamo raccolto sono state ovviamente molto diverse tra loro e proprio in base a ciò possiamo farci un’idea di come uomini e donne vivano la quotidianità in modo differente.

Vediamo come i due sessi hanno reagito di fronte alla possibilità di essere gli unici nel mondo per 24 ore.

Le risposte degli uomini si sono concentrate principalmente su aspetti pratici e tecnici. Il loro pragmatismo, in un’ipotetica situazione senza donne, li porterebbe in primo luogo a domandarsi che cosa sia accaduto.

I risultati degli uomini

“Andrei in giro a vedere chi è rimasto”, “Mi chiederei dove sono finite”. Dopo le prima perplessità farebbero un giro ricognitivo per cercare di capire chi è rimasto e per verificare lo stato attuale delle cose. Dopodiché, per loro inizia una fase di sfrenata libertà in cui non si preoccupano più di rimettere in ordine, pulire o cucinare.

“Mangerei la pizza e lascerei tutto in disordine”. Ordinano una pizza e si godono la quiete senza che nessuna gli dica di tirare giù i piedi dal tavolino. Tuttavia comincerebbero anche a percepire una sorta di vuoto, perché la libertà è un po’ meno bella se non hai nessuno con cui condividerla.

“Comincerei a sentire mancanza di voglia di vivere”. Alla ricerca delle donne dedicherebbero poi il resto della giornata nel disperato tentativo di ritrovarle prima di sentirsi del tutto privi di voglia di vivere.

Questo racconto improvvisato nasce proprio dall’unione delle risposte che la percentuale maschile dei partecipanti al sondaggio ha dato. Il profilo che ne esce è in parte stereotipato ed estremamente riduttivo, non si può assolutamente prendere questi dati come assoluti. Nonostante ciò la giornata degli uomini sarebbe, almeno inizialmente, considerata come indipendente e priva di obblighi fastidiosi.

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I risultati delle donne

Le donne, invece, hanno dato risposte totalmente differenti e per certi versi molto più preoccupanti. A eccezione di alcune, lecite, risposte stupite come “Mi preoccuperei”, il pensiero delle donne passa subito a un altro livello: la loro sicurezza. Vivere 24 ore senza uomini per loro vorrebbe dire non preoccuparsi di chi possono incrociare per strada, di non dover evitare occhiate o commenti, di poter scegliere senza ansia e paura che cosa indossare.

Anche i più recenti fatti di cronaca confermano questo sentimento condiviso: le donne sono costantemente preoccupate di cosa può accadere loro e questo le limita enormemente. Sia nella vita privata che nel lavoro, e anche nel mondo della politica, dove il gender gap è talmente ampio che per il genere femminile lo spazio di manovra è ancora davvero molto ridotto.

“Non mi sentirei più pedinata”, “Camminerei vestita come voglio” sono risposte spaventose e dolorose che mostrano come i passi fatti finora per la tutela femminile siano ancora troppo pochi e di come il sistema sociale abbia fallito nel proteggere le donne. Queste risposte, infatti, ci permettono di capire quante ragazze si sentano ancora minacciate dall’universo maschile e dalla poca tutela nei propri confronti.

Due parole chiave: sicurezza e libertà

Il 90% delle risposte delle donne gira attorno a un altro tema chiave: la notte. La maggior parte di esse, infatti, sfrutterebbe parte delle 24 ore senza l’altro sesso per fare una passeggiata. Passeggiare non dovrebbe far parte di una discussione sulla paura, passeggiare dovrebbe essere uno dei princìpi basilari del libero spostamento, ma per le donne non è ancora così. Poter camminare con il buio è un lusso che le ragazze ancora non conoscono, soprattutto se si tratta di farlo da sole.

“Andrei in giro tutta la notte per la città”,

“Andrei a fare una passeggiata da sola la notte”,

“Non mi preoccuperei di dover tornare a casa da sola a piedi la notte”.

Tornare a casa a piedi, da sole e di notte, sembrano elementi per la cornice di eventi spiacevoli in procinto di avvenire, ma per quella fetta di popolazione che non vive la paura di una violenza (principalmente sessuale) non è così, è solo l’inizio di una delle tante vicende di cronaca. Le donne sono circa 1,6 milioni in più rispetto agli uomini e a prescindere da dove abitino questa è una realtà con cui fanno i conti tutti i giorni. Una realtà presa ancora poco in considerazione dagli uomini che nonostante conoscano l’andamento della situazione e siano i primi a metterle in guardia, non hanno ancora sufficientemente contribuito a un cambiamento radicale.

Conclusioni

Ovviamente la soluzione non può e non deve essere quella di “eliminare” il genere maschile. Tutt’altro. Essendo una parte così grande e così importante della questione, lo scopo di un esperimento come questo è proprio quello di creare consapevolezza e mostrare come ancora nel 2021 le prospettive siano sempre così distanti. Un mondo in cui le donne possono camminare, vestite come vogliono e in qualsiasi posto desiderino, è un mondo che tutti quanti ci meritiamo e che dobbiamo aiutare a costruire.