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Venezia 79

È terminata la 79esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e ora non resta che un solo sentimento: la nostalgia.

Cos’è Venezia per il cinema?

Tanti film e tanti professionisti hanno attraversato in pochi giorni questo luogo, tante persone si sono conosciute, tante storie sono state raccontate. Venezia per il cinema è emozioni, incontri, sogni, lacrime, felicità; sono le occhiaie dopo 6 ore di  doppia proiezione in sala, la strana sensazione di vedere film sempre, a ogni orario del giorno e della notte, è correre da una sala all’altra sperando di riuscire a entrare alla proiezione dopo nonostante i ritardi, è incontrare persone gentili che ti aiutano quando hai bisogno, sono anche le feste private a cui se hai fortuna riesci a entrare e le premiazioni di giovani generazioni di attori, insieme alle storiche ed esperte, tutti sotto lo stesso cielo. Il festival è mangiare alle ore più improbabili, file infinite per i bagni e sedie scomodissime all’interno di fredde sale. Ci sono un milione di emozioni positive che si mescolano a piccoli difetti in così pochi giorni, piccole sofferenze che però non cancelleranno mai le grandi felicità che solo questo luogo può regalare, consapevoli di essere attorniati da coloro che, come te, condividono quel grande amore, quello per la settima arte.

 

Il festival è anche stanchezza, però una cosa è certa: l’aria che si respira si mescola alla magia

La consapevolezza è molto forte, ogni giorno ci si sveglia sapendo di essere nel posto giusto al momento giusto, in un luogo dove si sta scrivendo la storia del cinema e tu, nel tuo piccolo, sai di farne parte anche solo per la tua presenza nella saletta buia, insieme a tanti altri occhi sconosciuti, a provare le medesime emozioni. Camminare al fianco di tante, tantissime persone, e sentire parlare di un unico grande argomento, perché anche loro, come te, sono affamati di quella passione, un po’ segretamente un po’ no, di quelli che magari non hanno mai fatto il passo più lungo della gamba, però sono lì, a condividere quei momenti in silenzio, perché in fondo, a volte, è proprio vero che non servono troppe parole; anche uno sguardo può trasmettere molto, uno sguardo ad esempio può significare semplicemente ‘ti capisco’. 

A pochi giorni dalla fine del festival non si può che pensare alla nostalgia che avvolgerà la città, una grande città, una delle più belle del mondo che per dieci giorni l’anno diventa ancora più bella, invasa da curiosi turisti che, con un occhio sempre rivolto al Canal Grande, sperano di incrociare qualche attore diretto al Lido.

Sbirciare sulle targhette dell’accredito di queste persone è un classico, ti chiedi se siano aspiranti cineasti, solo cinefili appassionati venuti da qualche parte del mondo, oppure giornalisti, fotografi, produttori, manager pronti a immortalare e scrivere ogni intervista, critica, gossip, curiosità, sotto i riflettori puntati del mondo intero.

 

Ma cosa rende davvero indispensabile il festival del cinema a Venezia?

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Probabilmente per alcune persone nulla, per altre però, soffermatesi a osservare i dettagli, riescono a scorgerli in ogni angolo della città, in ogni vaporetto un po’ più vuoto, in ogni sguardo incrociato, in ogni sensazione vissuta, perché non è solo l’idea di quei dieci giorni a rendere davvero Venezia il luogo che è, sono le emozioni che si diffondono per la città a renderla così magica, sono le emozioni che si vorrebbero provare tutto l’anno, sono i sentimenti che riesci a captare osservando i volti delle persone, sono il duro lavoro di preparazione che ogni giorno viene effettuato per fare in modo che in quei pochi momenti l’anno tutti gli occhi del mondo vengano puntati su qualcosa di meraviglioso.

Una delle emozioni più grandi del festival, infatti, sono proprio le persone. Certo, ci sono anche i red carpet, camminare al fianco di star a cui non avresti mai pensato di poterti avvicinare e con cui riuscire a parlare, la possibilità di vedere film in anteprima mondiale, ma più di tutti, sono le persone che ogni mattina si svegliano e con gli occhi pieni di sogni si appropinquano verso una nuova intensa giornata: sono coloro che raddoppierebbero la stanchezza pur di provare le medesime emozioni anche solo un giorno in più all’anno.

Il festival, infatti, più di tutto ti abbraccia, ti coccola, cerca di venirti incontro, ti permette di sognare e di svolgere le maggiori esperienze possibili con la dovuta attenzione. Quel tappeto rosso solcato negli anni da alcune delle persone che più hanno fatto la storia del cinema, l’Hotel Excelsior, gli attori, i registi, i produttori… ognuno ha saputo donare al pubblico una parte di sé e ha permesso di piangere e ridere di gioia come solo il cinema sa fare.

 

Venezia 79

Sarebbero tante le persone da ringraziare per questa edizione appena svolta, ma come ogni anno ognuno di noi si porta dentro alcuni momenti, alcuni film, alcune emozioni provate, alcune frasi, strette nel cuore, qualche volta ci permettiamo di farle riaffiorare nella mente, ci permettiamo di abbracciarle delicatamente e sognare l’anno successivo. 

Ecco, più di tutti quest’anno voglio ringraziare i registi e gli attori che con la loro delicatezza sono riusciti a trasmetterci una parte di loro. A seguito della mia personale esperienza, non posso che riferirmi a Guadagnino, uno dei più grandi registi italiani degli ultimi anni, a colui che definisce ‘fare film’ la sua vita sin da quando aveva 8 anni, come ha teneramente riferito nella cerimonia di premiazione; a lui che, tra una critica e l’altra, ha provato a trasmetterci un’unione tra l’ America e l’Italia strettamente attuale, una sua visione della storia, comprensibile o meno, all’interno del grande cinema che non conosce né geografia né confini. E a Penelope Cruz, che nel film diretto da Emanuele Crialese, L’immensità, ha dimostrato ancora una volta la sua grande capacità di interpretazione e si è dimostrata l’Attrice, con la a maiuscola, che è sempre stata, in un film capace di toccare profondamente i sentimenti di coloro che lo osservano, anche attraverso le storiche canzoni e il tributo a Raffaella Carrà. 

 

Finito il Festival si pensa al prossimo

A Festival finito, dunque, cara Biennale Cinema 79, non possiamo che salutarti con grande malinconia e nostalgia, un altro anno è volato e, avvolti da una felicità smisurata, solo un piccolo nuovo pensiero si inizia a insinuare dentro di noi: mancano 365 giorni a Venezia 80, e noi, tutti noi, siamo già pronti per ricominciare a sognare.